I siting thinking and wondring over one things.
And it´s about this fine alien.
About this fine alien how see them out than.
I have hear that there is one who have seen alien but if this is true i don´t know but this were many year later i hear this.
I have never seen a alien.
This who man can wondring over too this is about there fine life in alien world.
But this have to there were in their world.
This who man have read if this is the that alien is green human beign who go on earth.
But how can alien go on earth is them exact who we human beign or is them only a creature who fine in among us human beign.
For when man see alien on pictures so see them so funny out and is green creature.
There is a movie who name alien but i have not seen this movie but them who have seen movie alien say that the is good.
Molti provarono un po' di delusione, quando, sul finire del nostro magico decennio, fu annunciato che la seconda opera di Ridley Scott sarebbe stata un film di fantascienza. Delusione perché il regista mago della pubblicità inglese aveva sorpreso il mondo con lo splendido 'I duellanti' e si era aggiudicato la simpatia di tutti gli appassionati dei film in costume. Non restava che vedere questo 'Alien' e poi esprimere il proprio giudizio, certamente preceduto da un 'ma i duellanti era un'altra cosa'. Furono esattamente queste le parole che pronunciai quando uscii dal cinema, però furono seguite da altre osservazioni, tutte positive, che decantavano le ottime qualità del film. 'Alien' è sicuramente una delle prime pellicole che coniuga benissimo due verbi cinematografici che si sono spesso sfiorati, solo di recente incontrati, la maggior parte delle volte con mediocri risultati: si tratta del verbo fantascienza, da molti ripudiato, bandito, odiato, visto come un genere minore della letteratura e del cinema, e del verbo horror, oggi amatissimo e decisamente inflazionato ma, negli anni settanta, sopportato e comunque ritenuto un genere minore quasi al pari del precedente.
La trama del film, che molti conosceranno, vede protagonista l'astronave Nostromo che sta per far ritorno a terra dopo aver effettuato le sue esplorazioni; ma dopo aver visitato un pianeta accade che uno dei membri della spedizione viene aggredito al volto da una strana 'cosa', finisce in coma e viene riportato nell'astronave nonostante il parere sfavorevole di alcuni dei componenti. Apparentemente guarito, l'astronauta si intrattiene in conversazione tranquillamente con gli altri componenti la spedizione, ma ad un certo punto gli manca il respiro: dal suo corpo esce un mostro che è entrato nel suo corpo durante la precedente esplorazione. Uno per uno, il mostro fa fuori tutti i componenti l'equipaggio, meno una donna, Ripley, che riuscirà infine ad eliminarlo.
Ciò che di bellissimo e affascinante porta 'Alien' sullo schermo sono i silenzi dello spazio, il buio e il vuoto che mettono paura; quello che accade nello spazio ai sette dell'equipaggio potrebbe tranquillamente avvenire in una casa abbandonata in cui non c'è possibilità di comunicare col mondo esterno. Ma intorno all'astronave c'è uno spazio, lo spazio che separa dalla terra, dal mondo conosciuto, dalla salvezza. La strada aperta da '2001' e in qualche modo riproposta da 'Solaris' è tracciata, e ha già visto qualche altro illustre emulo, ma Scott sa aggiungere tensione, brivido, sa calare lo spettatore nei panni dell'astronauta, lo fa entrare nella capsula dove Ripley pensa di essere sola con il gatto, e invece c'è ancora l'alieno che si prepara allo scontro finale.
L'aggiunta di alcune scene inedite (il cosiddetto director's cut) e l'adeguamento del suono alle nuove tecnologie ha in parte giustificato la recente nuova uscita in sala del film, ma l'operazione conferma ancora una volta che nei periodi in cui le idee scarseggiano si tenta di scavare il fondo del barile per (ri)proporre qualcosa di interessante.
Tra i primi film a miscelare con intelligenza i generi fantascienza ed horror, 'Alien' vinse due Oscar: uno andò al nostro Carlo Rambaldi per gli effetti speciali, uno all'artista svizzero Giger che disegnò una parte delle scenografie e creò le fattezze dell'alieno.
Tra l'altro, 'Alien', si distingue dalla maggior parte dei film seriali, perché, a differenza di altri, può vantare una serie di seguiti per nulla inferiori al capostipite: tra i tre sequel, il più recente intitolato 'Alien - La clonazione', è ritenuto da molti addirittura il migliore della serie.
Inutile dire che il film aggiunse fama a Ridley Scott (destinato negli anni a venire a girare almeno due capolavori come 'Blade runner' e 'Thelma & Louise', e tanti ottimi film a partire dal sottovalutato 'Legend', fino al recente, piacevolissimo, 'Il genio della truffa') e lanciò nell'Olimpo delle star la longilinea Sigourney Weawer.